venerdì 7 febbraio 2020

Gli scarabei che brillano per nascondersi!

La diversità di forme e colori della famiglia Scarabaeoidea è probabilmente una delle più ricche del regno animale. Tra queste sicuramente le più originali sono quelle iridescenti che caratterizzano alcune specie di questi particolari coleotteri, comuni anche alle nostre latitudini, e il cui particolare colore per gli entomologi era da ricondurre a due scopi principali: attirare i compagni per accoppiarsi o avvertire i predatori del proprio potenziale velenoso. Ma è veramente così? Lo studio “Iridescence as Camouflage”, pubblicato lo scorso 23 gennaio su Current Biology da un team di ricercatori dell’Università di Bristol, dimostra che in realtà quei sorprendenti colori iridescenti aumentano sì le loro possibilità di sopravvivenza, ma lo fanno grazie al mimetismo criptico. Insomma, dicono all’Università di Bristol, “Piuttosto che rivelare sembra che queste sfumature che cambiano dinamicamente siano usate per nascondere”.

I ricercatori del Bristol’s Camo Lab volevano scoprire perché queste vivaci colorazioni metalliche si sono evolute in così tante diverse specie di animali e per farlo sono partiti dallo scarabeo gioiello asiatico (Sternocera aequisignata) perché in questa specie sono iridescenti sia i maschi che le femmine, il che rende la funzione sessuale dei colori un po’ meno probabile. I ricercatori britannici hanno testato la veridicità della teoria del camuffamento collocando gli scarabei iridescenti e altri di colore opaco su diverse piante in un ambiente naturale e quindi hanno osservato la frequenza con cui gli uccelli, i loro principali predatori, attaccavano i diversi gruppi di scarabei. Oltre a questa analisi la ricerca ha eseguito dei test di avvistamento fatti direttamente da esseri umani. Il risultato? Gli scarabei iridescenti venivano avvistati meno rispetto a quelli di colore opaco, sia dagli uccelli che dagli esseri umani

A quanto pare, quindi, secondo la principale autrice dello studio, Karin Kjernsmo della School of biological sciences dell’Università di Bristol, “gli esemplari con iridescenza biologica che sopravvivono meglio agli uccelli ci forniscono le prove che l’iridescenza può aumentare la sopravvivenza delle prede e che questi colori metallici brillanti potrebbero essersi evoluti negli scarabei per confondere gli uccelli”. Incredibile? In realtà noi notiamo questi insetti iridescenti quando ci si posano vicino e spesso al di fuori del loro ambiente naturale, una situazione molto diversa rispetto a quella che si presenta in un ambiente naturale, complesso e forestale. “Sebbene l’idea stessa dell’iridescenza come criptismo non sia nuova, il nostro studio è la prima prova concreta dell’idea che l’iridescenza possa funzionare come forma altamente efficace di sopravvivenza  e alla fine questo potrebbe spiegare perché l’iridescenza si è evoluta in così tante specie di animali” ha spiegato la Kjernsmo.
Questa sorprendente forma di colore strutturale è molto comune in natura ed è possibile ritrovarla anche nel nostro giardino e in insetti come la Cetonia aurata e lo Scarabeo rosmarino. Ora sappiamo che questa diffusione non è vanità, ma un’importante opera di mimesi: “i risultati suggeriscono che il criptismo può essere una funzione primaria delle strutture iridescenti presenti in alcune specie, costringendoci a rivedere la nostra attuale comprensione sulla sua evoluzione e il suo ruolo in natura” hanno concluso i ricercatori.

Alessandro Graziadei

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